Con oltre 600 concerti alle spalle, un passaparola sempre più insistente e un look che mette insieme mod, britpop e punk, i Molotovs sono il gruppo più chiacchierato del momento.
Matthew e Issey Cartlidge (17 e 19 anni) dopo l’ennesimo singolo di successo capitalizzano l’attenzione con un album dove regnano un multi-citazionismo da moderni vinyl addicted e una sufficiente energia che rende il tutto credibile e godibile.
Difficile non apprezzare un disco come “Wasted On Youth”. Le melodie sono orecchiabili ma non perniciose, la voce di Matthew è sufficientemente malleabile e la formula del trio power-pop applicata al britpop funziona.
Nel tentativo di catturare tutta la potenza dei loro live act, i Molotovs alzano decisamente il livello sonoro con l’ultimo singolo “Get A Life”, brano al quale spetta aprire l’album iniettando un pizzico di rock alla Green Day, che non guasta mai, mentre chi aveva sognato di avere gli eredi dei Jam dopo l’ascolto di “More More More” troverà ulteriore conferma nella quasi cover di “That’s Entertainment” riciclata sotto le spoglie della finto-acustica “Nothing Keeps Her Away”.
Nessuna nuova, buona nuova: i fratelli Cartlidge non temono il confronto con il passato, anzi lo bramano, certi di avere le carte in regola per reggere il gioco. “Wasted On Youth” è un disco dove prevale la voglia di suonare, che siano gli Oasis a ispirarne le trame (“Daydreaming”), i Libertines (“Rhythm Of Yourself”) o i Buzzcocks (“Popstar”) poco importa. I Molotovs sono consapevoli del ruolo di eredi ancora imberbi di un’era gloriosa.
Che non tutto sia perfetto è comunque evidente, la tendenza ad alzare il volume anche quando non è necessario spesso disorienta e appesantisce le trame pop-punk (“Newsflash”, “Today’s Gonna Be Our Day”) e toglie spontaneità all’unico momento di neo-romanticismo (“Geraldine”).
Destinato a diventare per alcuni versi un manifesto generazionale, “Wasted On Youth” è un disco solido nella scrittura, dinamico e godibile, irruente e divertente quanto basta per raccogliere nuovi adepti e nuovi fan per le future incendiarie esibizioni live. Per i più esigenti l’esordio dei Molotovs resta un primo tassello di un percorso a ostacoli: quello che manca è una concezione del suono che travalichi il piacevole citazionismo e ne differenzi la natura piacevolmente retrò, di conseguenza i fratelli Cartlidge dovranno decidere in tempi brevi se diventare i nuovi Arctic Monkeys o gli eredi dei Greta Van Fleet. Una scelta non facile.
28/02/2026