NEOPRIMITIVI - Il sangue è pronto

2026 (42)
dub, jazz-funk, prog, psych-rock, world

E’ evidente come i Neoprimitivi stiano costruendo una strada tutta loro, un percorso davvero personale, anche piuttosto ricco di potenziali ostacoli, ma proprio per questo motivo ancor più stimolante. Se ne fregano delle classificazioni e dei passaggi radiofonici: il loro stile è piuttosto complicato da catalogare, il loro esordio un anno fa avvenne con “Sul globo d’argento”, un singolo della durata di ventuno minuti. Quando si esibiscono dal vivo, se proprio devono scegliere una cover, puntano tutto su “Sister Ray” dei Velvet Underground, tanto per comunicare al mondo la volontà di sperimentare senza troppi steccati. Dopo “Orgia mistero”, l’album dello scorso anno sul quale si è verificata ampia convergenza d’opinioni (sempre positive) da parte della critica, il secondo lavoro giunge a sorpresa, senza alcun preaavviso, ed è un progetto che di nuovo si distingue per peculiarità piuttosto uniche, specie di questi tempi.

“Il sangue è pronto” è una traccia unica, di trentotto minuti e ventisei secondi. A meno che non vogliate saltellare cervelloticamente avanti e indietro, se volete ascoltarla in streaming dovrete sorbirvela tutta quanta insieme. Un ascolto che necessariamente deve essere attento, immersivo, dedicato. Un rito pagano, un sabba psichedelico ricco di crescendo sinuosi, ardite impennate e placidi rasserenamenti, dentro il quale vi è un continuo susseguirsi di divagazioni lounge-jazz-funk, incursioni lynchiane, oasi mistiche, cerimonie tribali, omaggi ai Talking Heads, inclusioni world, rarefazoni dub, recitati esoterici. Un’unica lunga traccia, strutturata come una suite progressive rock, suddivisa in sei movimenti aventi dei titoli identificativi: a loro modo si tratta di canzoni fatte e finite, ma che non possono essere ascoltate separate da tutto il resto che le circonda. Impossibile inserirne una soltanto all’interno di una playlist: tutto o niente, in barba alle regole del music business nel nuovo millennio.

I sei musicisti non difettano certo in spavalderia, ma riescono a creare un ascolto assolutamente intrigante e coinvolgente, con trentotto e passa minuti che alla fine scorrono iper-veloci, conquistando l’ascoltatore grazie alla quantità di cose che vi accadono. L’idea alla base del disco è stata perfezionata a seguito della sonorizzazione live del film “Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento”, un cult horror/erotico degli anni Settanta diretto da Renato Polselli, avvenuta durante uno degli appuntamenti della residency mensile che il collettivo romano ha tenuto per tutto il 2025 al Trenta Formiche di Roma (occhio: dal prossimo 19 febbraio tornerà a essere un appuntamento fisso).

Durante le fasi di scrittura e registrazione dell’album, i contenuti iniziali si sono poi trasformati in altro, si sono espansi, pur mantenendo una certa progressione cinematografica. Composto, suonato e registrato insieme a Giacomo Fiorenza, prodotto da Flavio Gonnellini, “Il sangue è pronto” vede anche la partecipazione di Gaia Banfi ai cori e di Eugenio Petrarca (Acrartep) a droni e synth.

10/02/2026

Tracklist

  1. 1. L’atto di uccidere
  2. 2. L’estasi del corpo
  3. 3. La nostra fragile ieraticità
  4. 4. Il sangue è pronto
  5. 5. L’estasi dello spirito
  6. 6. Dove finisce l’uomo quando inizia il suo padrone?

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