GRADE 2 - Talk About It

2026 (Hellcat records/epitaph records)
hardcore, oi punk, street punk

Il quinto album è il momento giusto per il salto di qualità. È questo, in estrema sintesi, l’esito del percorso degli inglesi Grade 2, usciti ora con “Talk About It”, quinto tassello nel mosaico di una carriera in costante ascesa all’interno degli ambienti “underground” del punk anglosassone.

Il trio dell’Isola di Wight (Jack Chatfield voce e chitarra, Sid Ryan basso e voce, Jacob Hull batteria), a tre anni dal precedente e omonimo lavoro, mette il passo forse decisivo per imporsi nel composito arcipelago del punk su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Talk About It” è il terzo lavoro che i Grade 2 pubblicano per Hellcat Records, costola della Epitaph fondata da Tim Armstrong, e le undici tracce (in appena 25’ di durata) suonano come una sorta di summa del percorso artistico di Chatfield e compagni. Al netto del singolo “Hanging Onto You”, dal ritornello coinvolgente e radiofonico, e del frizzante pop-punk di “Standing in the Downpour”, l’album non presenta i grandi inni punk delle opere precedenti, ma a restituire la dimensione di qualità generale è l’operazione che i tre conducono per rendere l’ascolto omogeneo.

Ciò che contraddistingue il “marchio Grade 2” è una sorta di sincretismo tra tradizioni e interpretazioni del punk diverse, che il trio inglese ha saputo far confluire sotto la guida sapiente di Armstrong: ai temi dell’unità, della fedeltà alla tribù e della vita “stradaiola” propri del’oi-punk britannico i Grade 2 sovrappongono i suoni taglienti dell’hardcore californiano, in combinato disposto che suona coerente e mai forzato. La grande virtù di questo “Talk About It” sta, infatti, nell’aver saputo tenere insieme l’urgenza power-pop e mod revival dei Jam più aggressivi e primigeni, l’attitudine hooligan dei decani inglesi come Booze & Glory, Lion’s Law e Last Resort, con il sound riconoscibilissimo dei Rancid.

Le pulsanti linee di basso che percorrono il disco come un fiume carsico sono la traccia viva di questa inattesa unione, che fa suonare i Grade 2 come i Rancid più e meglio di come gli stessi Rancid abbiano fatto negli ultimi anni. La title track del disco, d’altra parte, è una sorta di brano-manifesto di questa evoluzione musicale, confermata anche da brani più aggressivi ma comunque omogeneamente arrangiati come “Cut Throat”, “Don’t Worry About Me”, “Smugglers Haven” e “Crash And Burn”.

Non mancano, inoltre, i ripetuti riferimenti a quel senso di alienazione che sta all’inizio di tutta la storia punk, ben raccontati in “Wasteland”, brano che descrive con pochissimo margine d’interpretazione la vita nell’ambiente stagnante della cittadina di Ryde, sull’Isola di Wight, da cui i tre provengono. Nella conclusiva “Otherside”, poi, c’è spazio addirittura per un sincero tentativo psicologico-introspettivo, tema che raramente compare nei palpitanti ambienti del punk.

Menzione di merito, infine, per il brano meglio riuscito del disco: “Rotten”, introdotta da un basso trionfale e da chitarre nervose, contornata da ripetuti e accurati riferimenti a “1984” di George Orwell, è una fotografia precisa dell’attuale scenario globale, in cui il limite tra distopia e realtà è sempre più sfumato.

Insomma, esame di maturità che i Grade 2 superano a testa alta, con un disco che a buon diritto si andrà ad accomodare tra i più significativi del punk anni 20. Per il trio inglese, d’altra parte, parla la ormai conclamata abilità nell’intuire come pochi altri che, con i tempi che corrono, saper tornare alle origini, facendole proprie, è già un significativo atto rivoluzionario.

02/05/2026

Tracklist

  1. 1. Cut Throat
  2. 2. Hanging Onto You
  3. 3. Standing In The Downpour
  4. 4. Better Today
  5. 5. Talk About It
  6. 6. Dont’ Worry About Me
  7. 7. Crash And Burn
  8. 8. Smugglers Haven
  9. 9. Rotten
  10. 10. Wasteland
  11. 11. Otherside

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