DAVID BOWIE - Young Americans (50th Anniversary)

2025 (Parlophone)
pop, rock, white soul

Il 7 marzo 2025 ha compiuto cinquant’anni “Young Americans”, il disco della svolta plastic soul di David Bowie. Nel giorno esatto della ricorrenza, l’album è stato ristampato in edizione limitata come Lp masterizzato a mezza velocità e come Lp Picture Disc con un poster.

L’infatuazione per la black music, che propiziò il nono lavoro in studio dell’artista inglese, aveva radici antiche. Tra gli ascolti adolescenziali di David, blues e r’n’b a stelle e strisce occupavano una porzione rilevante. E se Little Richard era uno dei suoi idoli, per lo show Soul Train – dove poi sarebbe stato il primo artista bianco a esibirsi – nutriva un’autentica venerazione. Del resto, “Aladdin Sane” era già il diario di viaggio di Ziggy in America, mentre i concerti oltreoceano avevano rinsaldato il legame musicale con gli Stati Uniti, attraverso una progressiva mutazione di arrangiamenti e scalette, specie nella “second leg” del Diamond Dogs Tour, ribattezzata “Philly Dogs”. Con riflessi anche sulla band chiamata a registrare il disco sotto la regia di Tony Visconti, in cui irrompeva un nuovo asso di formazione soul-r’n’b come il chitarrista Carlos Alomar, oltre al fido Mike Garson (tastiere), a David Sanborn (fiati), allo strepitoso cantante Luther Vandross e a quell’Andy Newmark, già batterista di Sly & the Family Stone, che negli anni 80 avrebbe contribuito alle languide sonorità venate di black dei Roxy Music di “Flesh + Blood” e “Avalon“.

Registrato proprio a Philadelphia, culla del cosiddetto Philly Sound, presso i Sigma Sound Studios, “Young Americans” fu il disco in cui, dopo Ziggy, anche il Bowie glamorous venne definitivamente seppellito, per far nascere un nuovo soulman bianco, algido e inquietante, proiettato nella nuova frontiera dell’America del funky, del r’n’b e della nascente disco music. Manifesto di questo ibrido “plastic soul”, la title track passava in rassegna vizi e virtù dell’America del Ventesimo secolo, tra riferimenti allo scandalo Watergate (“Ricordate il vostro presidente Nixon?”), alla caccia alle streghe del senatore McCarthy (“Ora sei diventato l’anti-americano”) e a un noto episodio della lotta per i diritti civili dei neri (“Stai con le mani in mano su un autobus di sopravvissuti, arrossendo alla vista di tutti i lustrascarpe neri”), citando icone del consumismo a stelle e strisce (“Ford Mustang”, “bambola Barbie”, “Chrysler”) in un antipasto della futura “I’m Afraid Of Americans” di 20 anni dopo.

Nonostante portasse addosso le scorie tossiche della dipendenza da cocaina, un emaciato Bowie affinò il suo stile vocale in chiave black, dando vita a suggestivi omaggi alla jazz-fusion come “Win” e “Right”, groove funk a presa rapida (“Fascination”) e struggimenti soul figli illegittimi di Aretha Franklin e Marvin Gaye (“Can You Hear Me”).

Ma a rendere a suo modo storico il disco fu l’incontro stellare tra David Bowie e John Lennon, alle prese all’epoca con il suo celebre lost weekend, il periodo di eccessi trascorso lontano da Yoko Ono. In una session insieme a New York, presso gli Electric Lady Studios, i due fissarono le loro caustiche considerazioni sullo stardom in un brano, “Fame”, rielaborato a partire dal riff di chitarra che Alomar aveva concepito per la cover di “Footstompin'”. Una sorta di meditazione a ritmo funky-beat sulla fuggevolezza del successo (“Fama, ti mette lì dove le cose sono false/ Fama, non è il tuo cervello, è solo la fiamma…/ Fama, quello che ottieni è nessun domani”). Non esattamente la somma degli smisurati talenti dei due autori, ma la canzone giusta per scardinare le classifiche Usa: sarà infatti il primo singolo di Bowie a salire al n.1 e trainerà l’intero album.

Per la nuova edizione di “Young Americans”, già oggetto di un remaster nel 2016, si è fatto ricorso alla tecnica di masterizzazione “half speed”, che prevede la riproduzione del nastro master a metà della velocità normale, mentre il disco viene inciso anche a metà velocità. Questo metodo permette al sistema di incisione di avere il doppio del tempo per scolpire un solco accurato, risultando in una maggiore definizione sonora, bassi più profondi e una migliore separazione degli strumenti. La ristampa è stata masterizzata su un tornio Neumann VMS80 modificato, utilizzando i master originali del Record Plant restaurati a 192kHz, senza elaborazioni aggiuntive. John Webber ha curato il mastering a metà velocità presso gli Air Studios.

Artificioso ritratto di soulman – fin dalla copertina, con la foto di Eric Stephen Jacobs ritoccata con l’aerografo – “Young Americans” divise la critica e disorientò molti fan, orfani di Ziggy Stardust. Il suo stesso autore, peraltro, non fu proprio tenero nei suoi confronti: “Non lo ascolto spesso. Non mi piace molto. È stata solo una fase”, rivelerà nel 1976 a Melody Maker. Salvo attenuare poi il giudizio, in un’intervista a Q del 1990: “A quel tempo mi esprimevo senza un particolare coinvolgimento emotivo. Ma in retrospettiva quell’album era un discreto esempio di blue-eyed soul”. Riascoltato oggi, fornisce però un ulteriore ritratto preveggente dell’artista da giovane: ancora una volta, Bowie aveva precorso i tempi, abbattendo nuovi steccati tra generi: di lì a poco, frotte di artisti bianchi sarebbero saliti sul carro della disco music, a cominciare dai Bee Gees contagiati dalla Febbre del sabato sera. Ma quando esploderà la mania della disco music, il dandy inglese sarà già altrove. Alle prese con il nuovo affascinante ibrido elettro-kraut-soul-rock di “Station To Station”. Stava nascendo ufficialmente una nuova stagione: quella del Thin White Duke.

09/03/2025

Tracklist

  1. Lato A
  2. 1. Young Americans
  3. 2. Win
  4. 3. Fascination
  5. 4. Right
  6. Lato B
  7. 1. Somebody Up There Likes Me
  8. 2. Across The Universe
  9. 3. Can You Hear Me
  10. 4. Fame

DAVID BOWIE sul web

Tutte le recensioni su Ondarock
DAVID BOWIE
Reality

Il Duca Bianco si rimette in corsa, con qualche affanno

DAVID BOWIE
Heathen

Il nuovo Bowie che brucia a fuoco lento canzoni e melodie, con al suo fianco il fido Visconti

DAVID BOWIE
Heroes

Il talento visionario di Bowie in una sintesi tra glaciale avanguardia e struggenti "canzoni"

DAVID BOWIE
Low

L'apoteosi del White Duke berlinese in un disco che ha aperto innumerevoli strade al rock

DAVID BOWIE
The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars

L'alieno Ziggy incontra i Ragni di Marte per uno space-show memorabile

DAVID BOWIE
Hunky Dory

Tra folk e glam, ambiguità e trasformismo, il primo grande capolavoro firmato dal dandy londinese

DAVID BOWIE
The Next Day

Il ritorno del Duca Bianco dopo dieci anni si trasforma in un evento, che suggella una carriera stellare

DAVID BOWIE
Blackstar

L'ultima prova del Duca Bianco, fra canzoni d'atmosfera, jazz e sperimentazione elettronica

DAVID BOWIE
No Plan

A un anno di distanza dalla sua scomparsa, un Ep raccoglie gli ultimi tre inediti registrati dal Duca Bianco

DAVID BOWIE
Divine Symmetry

Box set che documenta il percorso d’avvicinamento a “Hunky Dory”, 1971, un attimo prima di trasformarsi in Ziggy Stardust

DAVID BOWIE
Rock’n’Roll Star!

Un box di 5 cd costruito intorno alle session dell'era Ziggy Stardust, tra rarità e inediti, per una celebrazione dell'anima glam dell'artista londinese

DAVID BOWIE
I Can’t Give Everything Away (2002-2016)

E' focalizzato sugli ultimi 14 anni il conclusivo box-set della monumentale serie che ripercorre l'intera parabola artistica del Duca Bianco

Federico Guglielmi
STARDUST

Lo sgarbo di Berlino - Quando David Bowie soffiò il chitarrista a Frank Zappa

Uno dei più leggendari "scippi" di musicisti della storia del rock, consumatosi in una notte di Berlino del 1978

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

La cover della cover - Sanremo 2026: la storia di “Ragazzo solo ragazza sola”, la cover italiana di “Space Oddity” di Bowie scelta da Renga-Ferreri

La cover "scult" del duo Renga-Ferreri ci offre lo spunto per raccontare come nacquero "Space Oddity" e la sua versione italiana

Federico Guglielmi
VISIONI A 33 GIRI

David Bowie - I 50 anni di Station To Station, la via crucis del Duca Bianco

Compie mezzo secolo l'album del Duca Bianco, ideale "ponte" tra la stagione americana e il ritorno in Europa nella Berlino della trilogia

Federico Guglielmi
JUKE-BOX

David Bowie - Life On Mars?

Approfittando del suo 52° compleanno su 45 giri, rimettiamo nel juke-box uno dei brani più belli e amati del Duca Bianco

Federico Guglielmi
BLAH BLAH BLAH

Tra anima nera e macchina cosmica - “Station To Station” di David Bowie 50 anni dopo

Mezzo secolo per un'opera ancora al centro del racconto: traiettorie sempre attive, tra pulsioni umane e derive elettroniche

Federico Guglielmi
LIBRI

Paul Morley - David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo

Biografia anticonvenzionale dalla quale emerge l'essenza dell'artista, nonchè la sua innata passione per la sperimentazione e il trasformismo

Federico Guglielmi
STARDUST

La collaborazione mancata - Quando David Bowie disse di no ai Coldplay

Ecco cosa rispose il Duca Bianco a Chris Martin quando gli chiese di partecipare a una collaborazione con la sua band

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

Dieci anni senza David Bowie - Changes: le dieci svolte cruciali del Duca Bianco

Dieci anni fa ci lasciava David Bowie. Ricostruiamo la sua leggendaria carriera, sempre in continua evoluzione, attraverso dieci snodi fondamentali

Federico Guglielmi
LIBRI

Claudio Fabretti - David Bowie. Forever and Ever

Un viaggio narrativo e fotografico nella carriera del Duca Bianco, tra scatti d'annata e focus sulla parabola artistica di un'icona assoluta

Federico Guglielmi
STARDUST

Il gesto nobile del Duca Bianco - Come David Bowie si prese cura del figlio di Marc Bolan dopo la sua morte

La storia del legame silenzioso dell'artista inglese con il figlio dell'amico-rivale dell'era glam: 17 anni di ininterrotto sostegno

Federico Guglielmi
VISIONI A 33 GIRI

David Bowie - Outside, il fanta-noir che svelò il lato oscuro del Duca Bianco, tra cyber-punk e body art

Il Duca Bianco ritrova Brian Eno per un'immersione negli incubi post-industriali di un futuro distopico, tra omicidi rituali, body art e cyber-punk

Federico Guglielmi
STARDUST

Nel mirino di Mark David Chapman - David Bowie era il successivo nella lista del killer di John Lennon

Gli indizi raccolti dalla polizia di New York sul possibile secondo obiettivo dell'assassino di John Lennon

Federico Guglielmi
STARDUST

L'incontro ravvicinato - Quando David Bowie si fece inseguire da Trent Reznor

Che ci fa uno spaesato Duca Bianco in giro per un'inquietante New York, inseguito da Trent Reznor? La storia di un incontro cult degli anni 90

Federico Guglielmi
STARDUST

Il Blitz - Quando David Bowie scese nel tempio new romantic per il casting di “Ashes To Ashes”

La storia di come il Duca Bianco si pose alla testa del movimento new romantic e della nuova era videomusicale

Federico Guglielmi
JUKE-BOX

David Bowie - Where Are We Now?

Il singolo che ha riportato alla ribalta il Duca Bianco dopo 10 anni di silenzio

Federico Guglielmi
STARDUST

L'autocritica del Duca Bianco - I due album che David Bowie definì “uno spreco di buone canzoni”

L'impasse che paralizzò l'artista londinese, proprio all'apice del successo. Con relativa autocritica

Federico Guglielmi
STARDUST

David Bowie - Cinquant’anni anni fa la prima volta al n.1 della classifica Usa, grazie a una cena con John Lennon

La storia di come, mezzo secolo fa, nacque la prima hit da n.1 in America del Duca Bianco. Con il piccolo aiuto dell'amico John Lennon

Federico Guglielmi
STARDUST

David Bowie - Quando il Duca Bianco diventò un videogame: la storia di Omikron

Il senior designer di quel gioco cult, Phil Campbell, racconta come l'artista inglese si appassionò al progetto

Federico Guglielmi
CLASSIFICHE E PLAYLIST

OndaTop - Un “anti best of” di David Bowie

L'altro lato del Duca Bianco in una playlist commentata di 30 B-side, outtake, tracce meno note e chicche varie, nascoste tra i solchi della sua discografia

Federico Guglielmi
ROCK IN ONDA

David Bowie's Velvet Goldmine - Le pepite nascoste del Duca Bianco

Da "Karma Man" a "Some Are", da "Win" a "Red Sails": alla riscoperta delle chicche del Duca Bianco. Ascolta online

Federico Guglielmi
BLAH BLAH BLAH

Storie lunghe e appassionanti - Bowie, 1.Outside e il caso concept

Quella volta in cui anche Bowie decise di lanciarsi nel campo dei concept, una storia lunga e travagliata

Federico Guglielmi
ROCK AND THE CITY

Le città d'Europa e i grandi dischi rock - 2×1: Un muro dove sbattere la testa – Ascolta online

Riparte il nostro viaggio musicale nelle città d'Europa con la Berlino del Muro, degli Hansa Studios e di David Bowie. Con noi Massimo Zamboni

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

Moonage Daydream - Viaggio nella mente del Duca Bianco

Esce nelle sale il docu-film kolossal di Brett Morgen: un flusso di coscienza folgorante attraverso pensieri, parole, suoni e visioni di David Bowie

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

Ziggy Stardust compie 50 anni - L’alieno glam di Bowie

Ziggy Stardust compie mezzo secolo. Ne approfittiamo per riscoprire la maschera più celebre di Bowie e quegli 11 formidabili brani

Federico Guglielmi
ROCK IN ONDA

David Bowie - Anatomia di un dandy

Le infinite metamorfosi del Duca Bianco - dal folk al glam, dalla new wave al funk - al centro della nuova puntata di Rock in Onda, con Claudio Fabretti. Un lungo viaggio dagli esordi all'ultimo "The Next Day". Scarica i podcast

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

Dietro le tracce - Storie di produttori - Ken Scott – “Hunky Dory” (David Bowie)

Un nuovo spazio per raccontare il lavoro "dietro le quinte" dei produttori più importanti del rock. Iniziamo con Ken Scott e "Hunky Dory" di David Bowie

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

David Bowie - Addio all’uomo delle stelle

Un ricordo di David Bowie, l'eroe che per un giorno è anche riuscito a scegliere come consegnarsi all'eternità

Federico Guglielmi
APPROFONDIMENTI

Il rapporto tra il Duca Bianco e il video - David Bowie – Sound and vision

Tra tutti i membri dell'aristocrazia rock, Bowie è stato quello più consapevole del valore delle immagini e il più abile nello sfruttarle. Ecco una guida per decifrare il rapporto tra il Duca Bianco e il video dalla A alla Z