BOB DYLAN - Through The Open Window – The Bootleg Series Vol. 18

2025 (Columbia)
folk, songwriter

È la vigilia di Natale del 1956 a Saint Paul, Minnesota. Un quindicenne di Hibbing entra spavaldo in un negozio di dischi in compagnia di due amici: hanno messo da parte qualche dollaro per registrare un acetato, un provino fai da te a 78 giri di appena mezzo minuto. “Let The Good Times Roll”, la canzone che hanno scelto, è l’ultimo successo di un duo di New Orleans, Shirley & Lee. I tre amici si fanno chiamare Jokers: Larry Keegan e suo cugino Howard Rutman fanno i cori, Robert Zimmerman si piazza davanti al microfono e pesta sui tasti del pianoforte. Sul bus Greyhound che li riporta a casa, mentre continuano a parlare di musica stretti nei loro giacconi invernali, hanno ancora il cuore che corre all’impazzata.

Quella registrazione, oggi, suona come il reperto di un mondo che non c’è più, o forse come il primo anticipo del mondo che conosciamo adesso. Sacra reliquia del culto dylaniano, perché – lo avrete già capito – si tratta della prima testimonianza su disco di Mr. Bob Dylan. Basterebbe già questo per far parlare del nuovo volume delle “Bootleg Series”, il numero 18, “Through The Open Window”. Ma negli otto dischi della raccolta c’è molto di più: una vera e propria miscellanea enciclopedica degli esordi del gran decano dei cantautori d’America, contrappunto filologico ideale per la prima parte di quel ritratto dell’artista da cucciolo portato sugli schermi in “A Complete Unknown”. Un documento storico prezioso, anche se – come già per i quasi coevi “Witmark Demos”, pubblicati sempre nelle “Bootleg Series” ormai una quindicina di anni fa – resta da consigliare più ai completisti che non agli ascoltatori occasionali.

Tutto comincia con i sogni di rock’n’roll, come da copione: “Vivevamo sotto una nube di morte; l’aria era radioattiva. Non c’era un domani, da un giorno all’altro poteva finire tutto. Il rock’n’roll ti rendeva inconsapevole della paura”, ricorda Dylan. “Era musica scheletrica, emergeva dall’oscurità e arrivava a cavallo della bomba atomica, e gli artisti avevano teste fatte di stelle, come divinità mistiche”. A maggio del 1959, a casa di un amico di Hibbing, lo sentiamo giocare con il doo-wop, imitando in “I Got A New Girl” un’altra delle hit del momento, “Sixteen Candles” dei Crests.

Appena un anno dopo, però, è già tutto cambiato: Dylan si è iscritto all’università, si è trasferito a Minneapolis, ha scoperto la musica folk. Ed eccolo alle prese con i primi bozzetti di Woody Guthrie (una rilettura devota di “Jesus Christ”), alla ricerca di una nuova identità. Pronto per sbarcare a New York. È lì che “Through The Open Window” entra nel vivo, riavvolgendo la pellicola di tre anni leggendari (dal 1961 al 1963). Ci sono le prime esibizioni nei locali del Greenwich Village, dal Gaslight Café al Gerde’s Folk City, dove Dylan comincia a dare del tu al canzoniere della tradizione (ascoltare la ballata “The Girl I Left Behind” per credere). E c’è anche il momento fatidico in cui Dylan entra negli studi della Columbia per accompagnare Carolyn Hester all’armonica in “I’ll Fly Away”, convincendo definitivamente John Hammond dell’azzardo di mettere sotto contratto quel ventenne scapigliato.

Il 4 novembre del 1961, Izzy Young – proprietario del negozio di dischi Folklore Center, centro nevralgico della comunità del folk revival – organizza il primo concerto da solista di Bob Dylan alla Carnegie Chapter Hall. All’appello, però, si presentano solo una cinquantina di spettatori, lasciando vuoti i tre quarti della sala. Le tracce iniziali del secondo disco di “Through The Open Window” documentano proprio quel provvisorio smacco per le ambizioni del giovane Dylan, tra gli opposti di una “Gospel Plow” sin troppo forzata e di una “This Land Is Your Land” asciugata da ogni enfasi: l’unico brano autografo è la denuncia contro l’indifferenza di “Man On The Street”, mentre il meglio viene dai toni affilati della classica murder ballad “Pretty Polly”.

Il 1962, che occupa il terzo e il quarto disco della collezione, è dominato invece dalle outtake di “The Freewheelin’ Bob Dylan”, con una menzione speciale per il tentativo (fortemente voluto dal manager Albert Grossman) di emulare i dischi della Sun Records riprendendo la “That’s All Right, Mama” di Arthur Crudup: la band è la stessa che accompagna Dylan nel primo 45 giri della sua carriera, “Mixed-Up Confusion”, ma il fantasma dell’elettricità deve ancora manifestarsi.

Intanto, anche sul versante live il materiale non manca, dal brillante set al Finjan di Montréal (già bootleg amatissimo dagli adepti) fino alle imperdibili rese delle tradizionali “Barbara Allen” e “The Cuckoo” al Gaslight Café, passando per la prima, acerba esecuzione di “Blowin’ In The Wind”. Tra le rarità, ce n’è persino una che viene dagli archivi della Bbc: “The Ballad Of The Gliding Swan”, cantata da Dylan nel film perduto “Madhouse On Castle Street” (la sua prima prova come attore).

In chiusura del cofanetto, è un trittico di concerti a tracciare l’arco del 1963. Il primo, quello alla Town Hall di New York del 12 aprile 1963, rappresenta in pratica il riscatto del fiasco alla Carnegie Chapter Hall: il nome di Dylan è di nuovo l’unico in cartellone, ma stavolta (nonostante “The Freewheelin’ Bob Dylan” non sia ancora arrivato nei negozi di dischi) la scaletta è magnetica, fatta quasi interamente di brani autografi.

Ci sono le topical song ispirate alla cronaca (in “Who Killed Davey Moore?”, addirittura, Dylan denuncia la morte di un pugile avvenuta appena un paio di settimane prima del concerto), ci sono gli omaggi folk (una vivace “Pretty Peggy-O”, reclamata a gran voce dal pubblico). Ma il momento più intenso lo riserva l’arpeggio nostalgico di “Tomorrow Is A Long Time” (non a caso la versione più nota del brano, quella che verrà inclusa nel 1971 nel “Greatest Hits Vol. 2”). Alla fine, Dylan lascia da parte la chitarra e (con un po’ meno di sicurezza del solito) legge i versi della sua poesia “Last Thoughts On Woody Guthrie”, quasi a chiusura del debito con il suo maestro.

Tre mesi dopo, il Festival di Newport gli riserva un’accoglienza trionfale sia quando presenta i suoi ultimi inediti (“Playboys And Playgirls”), sia quando duetta con Joan Baez (“With God On Our Side”), fino ad arrivare al coro collettivo di una “Blowin’ In The Wind” già assurta a inno: Dylan è ormai diventato il volto del movimento per i diritti civili, e non c’è da stupirsi di trovarlo a fine agosto alla Marcia di Washington a intonare “When The Ship Comes In”.

L’ultimo concerto del 1963 (che è anche l’unico riportato integralmente nella raccolta) occupa i due dischi finali e segna a ottobre la definitiva consacrazione di Dylan: in una delle cornici più prestigiose della Grande Mela, quella della Carnegie Hall, il nuovo “principe del folk” veste i panni del cantastorie, dell’intrattenitore e del vate allo stesso tempo, presentando in anteprima molti dei brani destinati a confluire in “The Times They Are A-Changin’”.

La platea (in cui siedono per la prima volta anche i genitori di Dylan) si lascia ammaliare da ballate ipnotiche e solenni come “Lay Down Your Weary Tune” e “Percy’s Song”, si immedesima nella rabbia di “Masters Of War”, partecipa intimamente al dramma degli attivisti (Medgar Evers in “Only A Pawn In Their Game”) e della gente comune (la cameriera di “The Lonesome Death Of Hattie Carroll”). Alla fine, la scena è da beatlemania: “Le ragazzine si aggrappavano alla macchina”, raccontano i testimoni dell’epoca, “mentre i poliziotti le cacciavano via per permettere a Bob di allontanarsi incolume”. Non sono più gli appassionati del folk, sono i fan di Bob Dylan.

Ma la fama, si sa, non perdona. Appena un paio di giorni dopo, Newsweek esce con una vera e propria “character assassination”, mettendo a nudo la verità su tutte le bizzarre invenzioni create da Dylan intorno alla propria biografia. Lui, per tutta risposta, passa il giorno di Halloween in studio a registrare un nuovo brano, destinato a chiudere “The Times They Are A-Changin’”: “The dirt of gossip blows into my face/ And the dust of rumors covers me”, canta livido. “I’ll make my stand/ And remain as I am/ And bid farewell and not give a damn”. La canzone si intitola “Restless Farewell”, ma in “Through The Open Window” – significativamente – non compare: perché non è un epilogo, ma l’inizio di un nuovo capitolo. Il primo capitolo di quei tradimenti con cui Dylan imparerà a sfuggire alla sua stessa ombra.

04/02/2026

Tracklist

  1. Disc 1
  2. 1. Let The Good Times RollI Got A New Girl
  3. 2. San Francisco Bay Blues
  4. 3. Jesus Christ
  5. 4. East Virginia Blues
  6. 5. K.C. Moan
  7. 6. Hard Travelin’
  8. 7. Pastures Of Plenty
  9. 8. Remember Me
  10. 9. Song To Woody
  11. 10. Talkin’ Bear Mountain Picnic Massacre Blues
  12. 11. Ain’t No Grave
  13. 12. I Ain’t Got No Home
  14. 13. Death Don't Have No Mercy
  15. 14. Devilish Mary
  16. 15. Introduction: Riverside Church
  17. 16. Handsome Molly
  18. 17. Introduction: See That My Grave Is Kept Clean
  19. 18. See That My Grave Is Kept Clean
  20. 19. The Girl I Left Behind
  21. 20. Introduction: Pretty Boy Floyd
  22. 21. Pretty Boy Floyd
  23. 22. Railroading On The Great Divide
  24. 23. Introduction: Fixin' To Die
  25. 24. Fixin' To Die
  26. 25. I'll Fly Away
  27. Disc 2
  28. 1. Introduction: In The PinesIn The Pines
  29. 2. Gospel Plow
  30. 3. Introduction: Young But Daily Growing
  31. 4. Young But Daily Growing
  32. 5. Man On The Street
  33. 6. This Land Is Your Land
  34. 7. Pretty Polly
  35. 8. Man Of Constant Sorrow
  36. 9. House Carpenter
  37. 10. You're No Good
  38. 11. He Was A Friend Of Mine
  39. 12. Ramblin' Round
  40. 13. Story: East Orange, New Jersey
  41. 14. Stealin'
  42. 15. Po' Lazarus
  43. 16. Dink's Song
  44. 17. I Was Young When I Left Home
  45. 18. In The Evening
  46. 19. Baby, Let Me Follow You Down
  47. 20. Cocaine
  48. Disc 3
  49. 1. The Death Of Emmett TillConversation: Folksinger's Choice
  50. 2. Roll On, John
  51. 3. Conversation: Folksinger's Choice, 2
  52. 4. Hard Times In New York Town
  53. 5. Talkin' John Birch Paranoid Blues
  54. 6. Ballad Of Donald White
  55. 7. Midnight Special - Rehearsals
  56. 8. Midnight Special - Take 17
  57. 9. Wichita
  58. 10. It's Dangerous
  59. 11. Honey, Just Allow Me One More Chance
  60. 12. Talkin' New York
  61. 13. Corrina, Corrina
  62. 14. Deep Ellum Blues
  63. 15. Introduction: Blowin' In The Wind
  64. 16. Blowin' In The Wind
  65. 17. Rambling, Gambling Willie
  66. 18. (I Heard That) Lonesome Whistle
  67. 19. Rocks And Gravel
  68. 20. Paths Of Victory
  69. 21. Train A-Travelin'
  70. 22. Hiram Hubbard
  71. 23. Quit Your Low Down Ways
  72. 24. Let Me Die In My Footsteps
  73. 25. Ramblin' On My Mind
  74. 26. Blue Yodel No. 8 (Mule Skinner Blues)
  75. Disc 4
  76. 1. Baby, Please Don't GoWorried Blues
  77. 2. Baby, I'm In The Mood For You
  78. 3. Bob Dylan's Blues
  79. 4. Introduction: Tomorrow Is A Long Time
  80. 5. Tomorrow Is A Long Time
  81. 6. This Land Is Your Land
  82. 7. Long Time Gone
  83. 8. A Hard Rain's A-Gonna Fall
  84. 9. Don't Think Twice, It's All Right
  85. 10. Barbara Allen
  86. 11. The Cuckoo
  87. 12. That's All Right
  88. 13. Mixed-Up Confusion
  89. 14. Ballad Of Hollis Brown
  90. 15. Kingsport Town
  91. 16. Whatcha Gonna Do?
  92. 17. Hero Blues
  93. 18. I Shall Be Free
  94. Disc 5
  95. 1. The Ballad Of The Gliding SwanOnly A Hobo
  96. 2. John Brown
  97. 3. All Over You
  98. 4. Oxford Town
  99. 5. Bob Dylan's Dream
  100. 6. Introduction: Walls Of Red Wing
  101. 7. Walls Of Red Wing
  102. 8. Introduction: Tomorrow Is A Long Time
  103. 9. Tomorrow Is A Long Time
  104. 10. Dusty Old Fairgrounds
  105. 11. Introduction: Pretty Peggy-O
  106. 12. Pretty Peggy-O
  107. 13. Who Killed Davey Moore?
  108. 14. Last Thoughts On Woody Guthrie
  109. 15. James Alley Blues
  110. 16. I Rode Out One Morning
  111. 17. House Of The Rising Sun
  112. 18. Talkin' World War III Blues
  113. 19. Masters Of War
  114. 20. Girl From The North Country
  115. Disc 6
  116. 1. Introduction By Cordell ReagonOnly A Pawn In Their Game
  117. 2. Blowin' In The Wind
  118. 3. Eternal Circle
  119. 4. Liverpool Gal
  120. 5. West Memphis
  121. 6. North Country Blues
  122. 7. With God On Our Side
  123. 8. Playboys And Playgirls
  124. 9. Blowin' In The Wind
  125. 10. Slate: Boots Of Spanish Leather
  126. 11. Boots Of Spanish Leather
  127. 12. Seven Curses
  128. 13. Farewell
  129. 14. Bob Dylan's New Orleans Rag
  130. 15. Moonshiner
  131. 16. Introduction By Joan Baez
  132. 17. Troubled And I Don’t Know Why
  133. 18. Introduction By Ossie Davis
  134. 19. When The Ship Comes In
  135. 20. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
  136. 21. The Times They Are A-Changin'
  137. 22. One Too Many Mornings
  138. 23. Key To The Highway
  139. Disc 7
  140. 1. The Times They Are A-Changin'Ballad Of Hollis Brown
  141. 2. Introduction: Who Killed Davey Moore?
  142. 3. Who Killed Davey Moore?
  143. 4. Boots Of Spanish Leather
  144. 5. Talkin' John Birch Paranoid Blues
  145. 6. Lay Down Your Weary Tune
  146. 7. Introduction: Blowin' In The Wind
  147. 8. Blowin' In The Wind
  148. 9. Introduction: Percy's Song
  149. 10. Percy's Song
  150. 11. Seven Curses
  151. 12. Walls Of Red Wing
  152. 13. Introduction: North Country Blues
  153. 14. North Country Blues
  154. 15. A Hard Rain's A-Gonna Fall
  155. Disc 8
  156. 1. Talkin' World War III BluesDon't Think Twice, It's All Right
  157. 2. Story: Hootenanny Hoot
  158. 3. With God On Our Side
  159. 4. Only A Pawn In Their Game
  160. 5. Introduction: Masters Of War
  161. 6. Masters Of War
  162. 7. Introduction: The Lonesome Death Of Hattie Carroll
  163. 8. The Lonesome Death Of Hattie Carroll
  164. 9. Introduction: When The Ship Comes In
  165. 10. When The Ship Comes In

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