Art Decade

Art Decade

2014 (Bzmt) | symphonic-pop

Sarà difficile riuscire ad accorpare musicisti e band dall'estrazione così eterogenea sotto l'egida di una bandiera unica o anche soltanto di una scena più o meno slabbrata, fatto sta che da qualche anno l'utilizzo di orchestre e apparati sinfonici a corredo di canzoni pop, nell'anima e negli esiti, ha preso piede un po' in tutte le latitudini, segno di un interesse ben più che marginale alla questione. E basterebbe soltanto prendere in esame l'attenzione suscitata giusto l'anno scorso da act quali San Fermin e i Mutual Benefit per scorgere un rinnovato slancio nei confronti di una via al pop che al di là di qualche caso piuttosto isolato (Sufjan Stevens e Owen Pallett quelli più eclatanti) ha aderito davvero ben poco, nel corso di un decennio invece quasi totalmente monopolizzato da indie-folk e geometrie sintetiche.
Possiedono un nome piuttosto altisonante (di bowiana ascendenza?), ma gli Art Decade da quel di Boston (città conosciuta più per l'eccellente schiera di formazioni alt-rock al calare dello scorso secolo) sono l'ennesima dimostrazione del ritorno in gran spolvero di fitte coltri d'archi e impetuose linee d'orchestra, la comprova che certi suoni lo scorrere del tempo li ripesca e li scaraventa nuovamente nell'attualità. Chiaro, riuscire poi a dire qualcosa di fresco e meritevole è tutto un altro paio di maniche, ma al quartetto capitanato da Ben Talmi la caparbietà e la determinazione di far bene proprio non mancano. Con il loro secondo lavoro omonimo, lo spaccato che ne emerge lascia più che soddisfatti.

Emotivo, passionale, trascinato dalle colorite e intense interpretazioni del suo frontman, il quartetto dal Massachusetts non cede però a facili e prevedibili tentazioni da crooner e band di sostegno, e nemmeno cade nel tranello della grandeur “neoclassica” da power-band in cerca di svolte a buon mercato. Profondamente connaturato nello spettro sonoro della formazione, utilizzato con la dovizia e la varietà che gli spetta (dal puro accompagnamento a un supporto più enfatico e drammatico),  l'apparato sinfonico diventa nelle mani degli Art Decade malleabile come plastilina, arrendevole come una linea di tastiera, un arpeggiare di chitarra, tra e sotto i quali si trova a convivere, peraltro.
Ed è anche merito di tale scelta, se la comunicatività popular si preserva lungo tutta la tracklist, se l'efficacia melodica non viene immolata all'altare del sovra-arrangiamento. Ne risultano pezzi straordinariamente leggeri, in cui sontuosità di tratto e fastosità di sovrastruttura non lavorano mai di compromesso con la scrittura, sempre puntuale e ariosa nel trasporto. Forse manca la vera zampata da leoni, il colpo basso che faccia capitolare, ma insomma, quanto piacerebbe che molte altre band sapessero cavarsela con climax e refrain come quelli di “No One's Waiting” e “Need You Yesterday” (il solo Dear Hunter attualmente riuscirebbe a imporsi con analoga maestria), imbastire finti spettacolini retrò di dolce malinconia (“So I Thought” e il suo brioso motivo di pianoforte), addirittura uscirsene con propulsioni compositive degne delle migliori formazioni britpop (“Idle Talk”, ed è come se i Rialto si trovassero a raccontarsi con l'ironica verve dei Divine Comedy; il gioco d'archi dell'ottima promo-track “Numberless Dreams”).

C'è pure lo spazio per un finale anche più appetitoso di quanto lo ha preceduto: per la prima metà stornello acustico, nella seconda collaudata armonia nel loro stile più classico e riconoscibile, “All That's Left” si prende pure la briga di dimostrare che anche lontani dal loro ricco comparto strumentale, i quattro sanno proporsi con analoga forza e incisività. Altrove ci si interrogava se questo potesse essere il prossimo disco dei Death Cab For Cutie? Difficile valutarlo, ma ci si augura che i quattro bostoniani possano davvero ambire alla loro affermazione: hanno tutte le carte in regola per riuscirci.

(14/03/2014)



  • Tracklist
  1. No One's Waiting
  2. Walking Together
  3. Harbor Light
  4. Idle Talk
  5. So I Thought
  6. Numberless Dreams
  7. Need You Yesterday
  8. Boredom
  9. Greylock Hill
  10. All That's Left




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