Woodpigeon

Thumbtacks And Glue

2013 (Boompa/fierce Panda) | alt-folk

L’incontro del folk con la psichedelia e l’estasi orchestrale è uno dei temi ricorrenti della produzione discografica indipendente. Senza alcun dubbio, la band canadese dei Woodpigeon ha elaborato alcune delle pagine più delicate ed essenziali di chamber-folk, con una fragilità compositiva ricca di spessore lirico.
"Thumbtacks And Glue" è il primo passo netto verso una diversificazione stilistica: non è un caso che il leader Mark Hamilton abbia affidato a varie raccolte apocrife (“For Paolo”, “Edinburgh”, “Diamonds”, “Live In Turin”) tutto quel che lega ancora il progetto Woodpigeon al vecchio profilo sonoro. Il quinto album è apparentemente attraversato da slanci e passi incerti, una frammentarietà che è frutto di timidi tentativi di contaminazione.

Sembrano profetiche le parole del brano iniziale “The Saddest Music In the World”. Hamilton, infatti, anticipa le perplessità dell’ascoltatore con una semplice frase: “I lost the tune, forget the words, prepare myself for the worst…”. Spesso le canzoni girano qui senza trovare l’idea vincente, ma è il trittico iniziale quello che lascia perplessi: il primo singolo “Red Rover, Red Rover” incrocia emozioni sixties con un piacevole mix di beat e twist, ma nonostante tutto non c’è traccia di armonie memorabili, e anche il pop-folk di “As Read In the Pine Bluff Commercial” resta incompiuto.
Come per ogni album interlocutorio, è inevitabile la presenza di piccoli gioiellini che però aprono la speranza a una evoluzione sonora del progetto; l’album resta oltremodo gradevole e stuzzicante, e il grintoso slancio d’ispirazione che anima le nerborute trame sonore di “Children Should Be Seen and Not Heard” è solo un assaggio del possibile futuro della band.

Superato lo scoglio della fragile “Little Wings”, la band recupera la maestosità del suo folk orchestrale con la splendida “Sufferin' Suckatash”, la cui semplicità prende il sopravvento con un incrocio di ritmi e melodia che scorre fluido. Anche la magia dei pochi accordi di “Robin Song” è sublime, un matrimonio ben riuscito tra le intuizioni di Simon & Garfunkel e la parafrasi lirica leggermente dissonante di Sufjan Stevens.
C’è comunque ancora spazio per la creatività e l’originalità nel pop dondolante e trascinante di “Edinburgh”, un brano che racchiude tutte le migliori peculiarità del sound dei canadesi. E in effetti l'album, nel tentativo di raccogliere le emozioni e le sensazioni di tre anni di ricerca ed evoluzione, vive fasi alterne: al prevedibile trittico iniziale si contrappone una sequenza memorabile (“Sufferin' Suckatash”, “Robin Song” e “Edinburgh”) per poi trascinare il tutto verso quella malinconia appena accennata in “The Saddest Music In the World”. Le introverse e oscure “Hermit” e “Thumbtacks + Glue” sono ancor più nebulose e polverose, e avvicendano armonie perplesse e incerte ai toni confortevoli dei loro album precedenti.

In verità, il tempo sembra scorrere sempre con lo stesso incedere, ma alcuni flussi hanno una linea difforme: le brillanti intuizioni di “Die Stadt Muzikanten/ Balladeer” sono state ampliamente diluite  da molte band, rendendo familiare un suono che sembrava relegato a pochi adepti.
I Woodpigeon sono alla ricerca di una nuova identità, e il percorso sembra più irto di ostacoli che di facili soluzioni; il quinto progetto di Mark e compagni resta gradevole e a tratti rimarchevole, è però davvero un peccato che le due bonus track (di cui non conosco la destinazione discografica) siano fuori dal progetto finale. Il folk medievale di “Yakub” e il ruvido grigiore folk-rock di “Emotorik” hanno appunto un'energia che dona spessore a un album comunque importante e ricco di spunti. L'ascesa al trono è soltanto rimandata.

(04/03/2013)



  • Tracklist
  1. The Saddest Music In the World
  2. Red Rover, Red Rover
  3. As Read In the Pine Bluff Commercial
  4. Children Should Be Seen and Not Heard
  5. Little Wings
  6. Sufferin' Suckatash
  7. Robin Song
  8. Edinburgh
  9. Hermit
  10. Thumbtacks + Glue
  11. Emotorik (bonus track)
  12. Yakub (bonus track)
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