OndaRock



1. Bardo Thodol
2. On The Stem
3. Destrudo
4. A Teardrop On Your Grave/Downfall Of Xibalba

 

DEAD ELEPHANT

Thanatology
(Riot Season) 2011
sludge-core, post-metal, art-rock
Sulla scia dell’interessante ma un tantino sopravvalutato “Lowest Shared Descent”, i Dead Elephant si sono meritati un contratto con l’inglese Riot Season.
Cercando, quindi, di non deludere le aspettative, il trio piemontese (della provincia di Cuneo) rende ancora più oscura e sfuggente la formula sludge/post-core-sperimentalismi vari proposta sul lavoro precedente e, soprattutto, presenta un lavoro più compatto ma, purtroppo, anche meno avvincente e coraggioso.

Disco sull’”accettazione della perdita” (come da press release), “Thanatology” tiene fede al titolo investigando territori lugubri e irrazionali, aprendo con una colata sludge che si disperde dentro una foresta di simboli minacciosi, voci smaterializzate e stratificate e sibili arcani, prima di ripartire roboante ed epica e più Sabbath-iana che mai. Con introduzione classicheggiante, “On The Stem”, invece, volteggia sinistra, cumulando vocalizzi e accordi magnetici, risolvendosi, dunque, in una apoteosi Neurosis che coglie perfettamente il senso della perdita e del dolore che la stessa lascia materializzare nell’anima.

Il sodalizio con la label inglese fa sentire il suo peso soprattutto in sede di produzione: il suono risulta, infatti, curato nei minimi dettagli e l’alternarsi di stasi ed esplosioni (retaggio, quest’ultimo, di infatuazioni post-rock più o meno inconsce) manifesta tutto il suo spessore emozionale. Alla fine, il noise-rock a perdifiato di “Destrudo” sembra quasi fuori luogo, soprattutto se la chiusa è affidata a una “A Teardrop On Your Grave / Downfall Of Xibalba” (oltre sedici minuti) che, a una prima parte fatta di languide delicatezze jazzate, oppone una lunga coda fatta ancora di lugubre e “fangosa” magniloquenza.
Come dire: ancora confusione sulla strada da seguire, laddove, su “Lowest Shared Descent”, l’alternarsi di stimoli e direzioni sonore rappresentava un meccanismo, magari, ancora acerbo ma, nondimeno, più affascinante.

(14/07/2011)