LCD SOUNDSYSTEM - Lcd Soundsystem

2005 (Dfa / emi)
punk-funk

Petulante. Sì, petulante questo James Murphy, già mr Dfa, esordiente in "vecchiaia" e subito inserito nell'album fotografico del groove che si rispetti. Pure un tipo tondo, che estrae la sua musica dal cilindro Pringles e che mantiene l'insieme compatto, omogeneo e tendente all'infinito riciclaggio, ma che si lecca le spoglie e le alimenta a ripetizione, a tratti più o meno lunghi. Considerato nell'ambiente come valido produttore di ottime compilation ("Dfa 2") ed evidentemente impegnato a rimpinguare pure il suo sgabuzzino con dirompente materiale da archivio, questo frenetico tuttofare ha toccato ovunque la sua idea personale, mostrando il coraggio di strizzarla e stenderla al balcone. Poi si è piegato e, sbucciandosi appena le ginocchia, ha allungato le sue mani su tutto e tutti.

Non ci si meraviglierebbe, quindi, se "Tribulations" fosse stata scritta con "Boys Don't Cry" nelle cuffie, facendo finta di trovarsi in un placido contesto da privé in & out, con divani in acciaio e quadroni maculati sul pavimento; se "Movement" segnasse, ad aghi, una linea sul monitor che evochi l'encefalogramma degli Swell Maps; se nelle tasche di "Never As Tired As When I'm Waking Up" ci fosse un soft-pack di caramelle rubate a Gilmour e Waters; o ancora, se "Thrills", con le sue frequenze disturbate e i tamburelli glaciali regolati da un metronomo casuale, portasse ad assurde contaminazioni intrecciate tra Notwist e Prefab Sprout. "Daft Punk Is Playing At My House", dal canto suo, dipana lo stesso riff per un lustro di minuti, sospesa tra tendenze coolness e rock decrepito, quasi a dimostrazione che Moby non è (stato) solo pelata e Porcelain.

Un furbo, James Murphy, non c'è che dire. Crea un'opera senza vergini invenzioni, ma grottescamente originale. E così spuntano i fantasmi di Kraftwerk e Moroder in "Disco Infiltrator", esorcizzati da presenze refrattarie ai rimasugli del cattivo gusto, mentre l'epica e conclusiva "Great Release", gemma melodica dell'album, sembra una suite di Brian Eno campionata da Four Tet. "Too Much Love", di per sé, fa un passo verso lo specchio e svuota il miraggio in un iter ipnotico preposto a considerazioni su amori paurosi e senza memoria, iter altresì tribale, assillante e che diffonde la sua eco anche per mezzo di suoni da sala operatoria.

"Too Much Love" è il picco di poesia cinico-urbana raggiunto da Murphy, perché scioglie in un cocktail al limone tutto ciò che può far riflettere e sognare. L'altra compressina per la pressione alta è "On Repeat", vero e proprio freddolone da chalet estivo. Un viatico che finisce per interrompersi un attimo e 8 minuti, fuori dal tempo, nell'episodio vocalmente più espressivo (ma non era difficile), condito di urla e recite monotone.

C'è finanche la coda con i singoli usciti in precedenza, a mezz'aria tra trip-hop ("Beat Connection"), funk in centrifuga ("Give It Up") e techno-trance ("Losing My Edge").

Un disco che non sfigurerà in alcun contesto, che sembrerà sempre vivo e vegeto e che provocherà probabili movimenti inconsulti. Vi porterà dritti nella giostra, mangiando un panino…

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04/04/2011

Tracklist

  1. CD 1
  2. 1. Daft Punk is Playing at my House
  3. 2. Too Much Love
  4. 3. Tribulations
  5. 4. Movement
  6. 5. Never as Tired as when I am Waking Up
  7. 6. On Repeat
  8. 7. Thrills
  9. 8. Disco Infiltrator
  10. 9. Great Release
  11. CD 2
  12. 1. Losing My Edge
  13. 2. Beat Connection
  14. 3. Give it Up
  15. 4. Tired
  16. 5. Yeah (Crass version)
  17. 6. Yeah (pretentious version)
  18. 7. Yr City's a Sucker (full version)

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