Sesto disco da solista per Kristin Hersh, uscito in contemporanea con il nuovo lavoro delle Throwing Muses, la sua formazione ufficiale (da lei descritta come "una country-hardcore band"). Per "The Grotto" la cantautrice americana ri-sfodera la sua chitarra dodici corde, per dar vita e corpo a dieci nuove composizioni, vicine come concezione ai primi lavori, "Hips And Maker" (1994) e "Strange Angels" (1998), connubio di semplicità e raffinatezza.
I nuovi brani sono intrisi di folk, inquieti, enigmatici, ma allo stesso tempo gentili e celestiali. Ascoltare un disco di Kristin Hersh è come fare un viaggio nel suo privato (alcuni si potrebbero perfino sentire a disagio per l'eccessiva intimità): "Le canzoni le sento, non le faccio…", è solita ripetere.
A farci strada in questo percorso, la sua voce di carta vetrata, che come al solito gioca e si alterna con la chitarra, sussulti per il cuore.
La Hersh non fa tutto da sola: la accompagnano Howe Gelb (Giant Sand) al pianoforte e Andrew Bird (Bowl Of Fire) al violino, bravi a esaltare e impreziosire le canzoni con magnifiche sfumature strumentali. "Vitamins V", "Arnica Montana", alcuni episodi caldi. Da brividi l'esecuzione di "Milk Street".
Si può solo sperare che questa strada intrapresa da Hersh possa sfociare in altre nuove collaborazioni, e magari – chissà – in un duetto con Lisa Germano.
28/10/2006
Soltanto voce e chitarra nell'emozionante live dall'ex-leader dei Throwing Muses
Un gran ritorno in formato libro e doppio cd per la leader dei Throwing Muses
Il ritorno vigoroso e cupo del gruppo alternative rock di Kristin Hersh
Aspro ed essenziale, il nuovo album dell'ex-Throwing Muses cattura con dolcezza
Atmosfere anni 90 e il solito marchio doc di Kristin Hersh nella nuova prova del trio statunitense
Nuova prova per la "stella" dell'indie-rock di marca 4AD
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio